Corso Le Basi del Trading

Concetto di studio e applicazione

In questo video vedremo il concetto di studio e come si utilizzano i più utilizzati indicatori e oscillatori: le bande di Bollinger, l’indice di forza relativa e la media mobile semplice.

Gli indicatori sono costruzioni matematiche. Essi utilizzano ed elaborano i dati sull’andamento dei prezzi e dei volumi scambiati di un titolo finanziario allo scopo di prevedere l’andamento futuro delle quotazioni dello stesso.

Tra gli indicatori, gli oscillatori sono utili ad individuare punti di eccesso di rialzo o di ribasso, di indebolimento del trend dominante. E, quindi, di possibile cambiamento di direzione dei prezzi.

Due casi di studio sono i range e i trend following.

I range ci consentono di individuare i livelli dei prezzi entro i quali le quotazioni si muovono (es: Bande di Bollinger, Relative Strenght Index).

I Trend Following aiutano a confermare il trend in atto (rialzista, ribassista o laterale), come ad esempio le medie mobili.

Le bande di Bollinger rappresentano uno strumento di analisi tecnica molto utile per individuare le fasi di espansione e di contrazione della volatilità, importanti per anticipare importanti movimenti.

Esse sono calcolate come deviazioni standard di una media mobile. Graficamente si presentano come un paio di linee che avviluppano il grafico dei prezzi delineando la volatilità del titolo.

il raggiungimento di una delle due bande da parte dei prezzi non costituisce necessariamente un segnale valido. Nelle fasi caratterizzate da forte direzionalità, il contatto tra i prezzi e una delle due bande ha addirittura un significato opposto, in quanto conferma la forza del trend in corso.

Passiamo invece all’indicatore più conosciuto e utilizzato, l’indice di forza relativa, in inglese Relative Strenght Index (RSI). Esso viene utilizzato per evidenziare condizioni di ipercomprato o ipervenduto su un particolare titolo.

L'RSI si basa sul presupposto che dopo una prolungata fase di rialzo o ribasso delle quotazioni divenga più probabile un rallentamento del movimento in atto finalizzato a "scaricare" gli eccessi di comprato o di venduto.

Risulta chiaro che riducendo l'ampiezza temporale dei periodi utilizzati per il calcolo dell'indice di forza relativa si assisterà ad ampliamento e ad un incremento delle oscillazioni dell'indicatore, che segnalerà così un maggior numero di casi di ipercomprato ed ipervenduto.

Nel video parliamo anche di divergenze relative all’RSI e della media mobile semplice, non te lo perdere!

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Samuele Mancastroppa

Customer Support & Analista in Future


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